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| Wu Ke-xi - Venezia 2016 |
testata (theda)
domenica 25 settembre 2016
lily rose depp
martedì 20 settembre 2016
questi giorni
Venezia 73 Concorso
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Questi
giorni
Italia
drammatico
2016
colore
DCP
120’
regia
Giuseppe
Piccioni
aiuto
regia
Marcella
Libonati
soggetto
ispirato
al romanzo “Color betulla giovane”
Giuseppe
Piccioni
Pierpaolo
Pirone
Chiara
Atalanta Ridolfi
Marta
Bertini
sceneggiatura
Giuseppe
Piccioni
Pierpaolo
Pirone
Chiara
Atalanta Ridolfi
fotografia
Claudio
Cofrancesco
montaggio
Alice
Roffinengo
scenografia
Giada
Calabria
musica
orig.
Valerio
C. Faggioni
suono
Dario
Calvari
Daniele
Maranello
effetti
spec.
Fausto
Vitali
costumi
Emanuela
Naccarati
casting
Massimo
Apolloni
interpreti
Maria
Roveran… Liliana
Marta
Gastini… Caterina
Laura
Adriani… Angela
Caterina
Le Caselle… Anna
Filippo
Timi… prof. Mariani
Alessandro
Averone… Guglielmo
Mina
Djukic… Mina
Sergio
Rubini
Margherita
Buy
(…)
produttore
Matteo
Levi
Verdiana
Bixio
produzione
11
Marzo Film
Publispei
Rai
Cinema
distribuzione
italiana
Bim
distribuzione
internazionale
Rai
Com
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Una
città di provincia. Tra le vecchie mura, nelle scorribande
notturne sul lungomare, si consumano i riti quotidiani e le
aspettative di quattro ragazze la cui amicizia non nasce da
passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle
non sono le affinità ma le abitudini. Il loro legame è tuttavia
unico e irripetibile come possono essere unici e irripetibili i
pochi giorni del viaggio che compiono insieme per accompagnare una
di loro a Belgrado, dove l’attendono una misteriosa amica e
un’improbabile occasione di lavoro.
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia come terza “opzione” italiana è stato ingenerosamente maltrattato da quella critica, che tra la moltitudine di visioni, scivola facilmente nella spocchia da prima della classe, dove la produzione nazionale deve aprioristicamente subire le più severe valutazioni: Questi giorni risulterà terz’ultimo ex aequo con The Light Between Oceans di Cianfrance nella classifica del Daily veneziano. Chissà perché?
Storia
d’amore e d’amicizia al femminile, di una generazione
(purtroppo si percepisce un fuori tempo massimo) che appare
comunque molto più matura della precedente. Purtroppo la scelta
del “Road movie” da una parte consente di regolare i tempi ma
dall’altra si avverte un effetto riempitivo che rischia di
creare disordine rendendo il racconto schematico. Ma è anche vero
che il tentativo di costruire e descrivere quell’umanità varia,
sottoposta a fragili sentimenti, dimostri come queste giovani
donne siano alla ricerca di un senso individuale delle cose.
La
vita finisce a quarant’anni o a cinquanta? Forse prima?
Forse
dipende dai dettagli ma sicuramente, la vita, quella che vivi dopo
averci preso gusto, dura veramente troppo poco, ovvero quando te
ne accorgi non puoi più riprenderla nelle tue mani. Non solo la
religione ma anche l’amicizia hanno il potere profondo
d’illudere: il futuro appare carico di promesse e ottimismo ma
le variabili sono infinite e ogni strada percorre un itinerario il
più delle volte indecifrabile e misterioso.
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visioni
club
El Club - Pablo Larraín - Cile - 2015
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Berlino 2015 - Gran Premio della Giuria "Orso d'Argento"
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Berlino 2015 - Gran Premio della Giuria "Orso d'Argento"
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martedì 30 agosto 2016
sabato 27 agosto 2016
un padre, una figlia
Bacalaureat - Cristian Mungiu - Romania, Francia, Belgio - 2016
Cannes 69 Concorso
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Cannes 2016 - Miglior Regia (Cristian Mungiu) Ex-Aequo (Olivier Assayas, PERSONAL SHOPPER)
Cannes 69 Concorso
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Cannes 2016 - Miglior Regia (Cristian Mungiu) Ex-Aequo (Olivier Assayas, PERSONAL SHOPPER)
Bacalaureat
Romania,
Francia, Belgio
drammatico
2016
colore
DCP
– 2K scope
2.35:1
128’
regia
Cristian
Mungiu
sceneggiatura
Cristian
Mungiu
fotografia
Tudor
Vladimir Panduru
montaggio
Mircea
Olteanu
costumi
Brândușa
Ioan
trucco
Nastasia
Mateiu
suono
Costantin
Fleancu
interpreti
Adrian
Titieni… Romeo
Maria
Drăguș… Eliza
Lia
Bugnar… Magda
Mălina
Manovici… Sandra
Vlad
Ivanov… ispettore capo
Gelu
Colceag… Presidente commisione esame
Rareș
Andrici… Marius
Petre
Ciubotaru… Vice sindaco Bulai
Alexandra
Davidescu… madre Romeo
Emanuel
Pârvu… Pubblico Ministero Ivașcu
Lucian
Ifrim… Abu Marian
Gigi
Ifrim… agente Sandu
Adrian
Văncică… Gelu
Orsolya
Moldovan… Csilla
Tudor
Smoleanu… dottor Pandele
Liliana
Mocanu… signora Bulai
David
Hodorog… Matei
Costantin
Cojocaru… fabbro
Eniko
Benczo… signora Mariana
Claudia
Susanu… donna delle pulizie
Petronella
Grigorescu… madre della ragazza
Robert
Emanuel… padre del ragazzo
Mihai
Giurițan… guardia del corpo
Andrei
Morariu… soldato
Kim
Ciobanu… indiziato
Claudiu
Dumitru… indiziato
Mihai
Coroian… indiziato
Valeriu
Andriută… indiziato
produttore
Cristian
Mungiu
produttore
esecutivo
Tudor
Reu
co-produttore
Pascal
Caucheteux
Gregoire
Sorlat
Vincent
Maraval
Jean-Pierre
Dardenne
Luc
Dardenne
Jean
Labadie
produzione
Mobra
Films
Why
Not Production
co-produzione
Les
Films du Fleuve
France
3 Cinéma
distribuzione
italiana
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Romeo
Aldea, un medico che vive in una città in Transilvania, ha
cresciuto la figlia Eliza con l'idea che al compimento del
diciottesimo anno di età lascerà la Romania per andare a
studiare all'estero e magari creare le basi per vivere lontano dal
paese natio.
Il
suo progetto sta per giungere a compimento, Eliza ha ottenuto una
borsa di studio per frequentare una facoltà di psicologia in Gran
Bretagna. Le resta solo da superare l'esame di maturità, una mera
formalità per una studentessa modello come lei. Ma il giorno
prima degli esami scritti, Eliza subisce un'aggressione che mette
a rischio la sua partenza.
Adesso
Romeo è costretto a prendere una decisione. Ci sono diversi modi
per risolvere il problema, ma nessuno di questi contempla
l'applicazione di quei principi che, in quanto padre, ha insegnato
a sua figlia.
«Era meglio quando c’era la pena di morte!»
«Sono
cose che qui capitano, in Inghilterra sono più civili!»
Borgata
di edilizia popolare: quei casermoni tipici, squadrati, grigi,
squallidi, qualcuno scava col badile una buca. Un sasso manda in
frantumi la finestra di un appartamento simil-borghese, a piano
terra, nei sopracitati palazzi. Un tentato stupro ad una giovane
studentessa.
Romania
dei giorni nostri ma potrebbe essere l’ Italia: il protagonista
parla di un mondo migliore, un mondo dove il livello di civiltà è
talmente alto che non esiste corruzione, le cose ovviamente
funzionano, solo i veri talenti fanno carriera e soprattutto non
esistono favoritismi e raccomandati.
Con
questi principi, il protagonista, ha educato la figlia e con
questi principi crede di aver consumato la sua esistenza ma poi
inevitabilmente, raggiunta e superata la mezza età si fanno i
conti e si guarda indietro: «Nel Novantuno volevamo spostare le
montagne e non abbiamo spostato niente...».
Una
famiglia non propriamente felice, una vita extra coniugale non
propriamente riuscita, una vita fallita per colpa di un ambiente
corrotto e ingiusto, eppure c’è un mondo migliore, è lontano,
non sarà perfetto ma esiste e per raggiungerlo si deve lottare e
non ci si deve mai arrendere anche a costo di qualche trucco…
Le
belle parole del buon educatore, appunto, qualche trucco, una
deroga perché “in fondo non si uccide nessuno, è la vita che è
così”; perché pagare le tasse se sono troppe? In fondo se
fossero di meno le pagherebbero tutti, no?
E
ancora: nella vita si scende a compromessi, non è bello e non è
giusto ma è così, le falsità non sono necessariamente negative
ma possono essere anche innocue, le bugie a fin di bene hanno
permesso la civiltà di progredire e raggiungere questi nostri
livelli, no?
I
pensieri, le idee, le ambizioni si trasformano in modelli di
comportamento i quali diventano la normalità, dove i principi
morali sottostanno alla generalizzazione e i comportamenti si
omologano verso la direzione della convenienza spicciola.
Un
film che appartiene a quel genere realista caro all’autore,
narratore felice della Romania contemporanea mai scevra della sua
Storia. Il racconto non prende mai fiato portando lo spettatore a
provare i sentimenti del protagonista e l’angoscia feroce della
figlia, schiacciata dalla paura di fallire nei confronti della
vita e nel rischio di deludere il proprio genitore.
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lunedì 15 agosto 2016
peccatrice
La peccatrice - Pier Ludovico Pavoni - Italia - 1975
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domenica 14 agosto 2016
sabato 13 agosto 2016
ex machina
Ex Machina - Alex Garland - Gran Bretagna - 2015
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Ex_Machina
GB
fantascienza
2015
colore
D-Cinema
108’
regia
Alex
Garland
sceneggiatura
Alex
Garland
fotografia
Rob
Hardy
montaggio
Mark
Day
scenografia
Mark
Digby
Michelle
Day (arredatrice)
musica
orig.
Ben
Salisbury
Geoff
Barrow
costumi
Sammy
Sheldon Differ
trucco
Sian
Grigg
effetti
speciali
Richard
Conway
interpreti
Domhall
Gleeson… Caleb
Oscar
Isaac… Nathan
Alicia
Vikander… Ava
Sonoya
Mizuno… Kyoko
(…)
produttore
Andrew
MacDonald
Allon
Reich
Scott
Rudin (esecutivo)
Eli
Bush (esecutivo)
Tessa
Ross (esecutivo)
Joanne
Smith (associato)
produzione
Universal
Pictures
Film
4
DNA
Films
distribuzione
italiana
Universal
Pictures International
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Caleb,
un programmatore 24enne della più grande società internet del
mondo, vince una competizione il cui premio è trascorrere una
settimana in un rifugio di montagna che appartiene a Nathan, il
solitario capo della società. Ma quando arriva in questo luogo
remoto, Caleb scopre che dovrà partecipare a uno strano e
affascinante esperimento nel quale dovrà interagire con la prima
vera intelligenza artificiale del mondo, contenuta nel corpo di
una bellissima ragazza robot.
Il film, pura fantascienza “stile british”, esplora i grandi temi come la natura della coscienza, delle emozioni, della sessualità, della verità e della menzogna fluttuando tra paesaggi incontaminati ed architetture alla Lloyd Wright senza inutili e fracassoni orpelli filmici e dove il soggetto del racconto si trasforma in un oscuro conflitto psicologico, appassionante. Dagli spazi estremi (eterni) alla claustrofobica ricerca di maneggiare la banalità dell’intelligenza artificiale così banalmente umana. |
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mercoledì 10 agosto 2016
albero degli zoccoli
L'albero degli zoccoli - Ermanno Olmi - Italia - 1978
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sabato 6 agosto 2016
roma, ore 11
Roma, ore 11 - Giuseppe De Santis - Italia - 1952
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totò e i re di roma
Totò e i re di Roma - Mario Monicelli, Steno - Italia - 1951
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sabato 16 luglio 2016
le miserie del signor travet
Le miserie del signor Travet - Mario Soldati - Italia - 1945
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domenica 19 giugno 2016
il comune senso del pudore
Il comune senso del pudore - Alberto Sordi - Italia - 1976
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