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domenica 8 gennaio 2017

mia vita da zucchina

Ma vie de Courgette - Claude Barras - Svizzera, Francia - 2016

Cannes (48 Quinzaine des Réalisateur)   Concorso
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Annecy 2016 - Premio del pubblico
Annecy 2016 - Premio "Cristal du long métrage"
EFA 2016 - Miglior film europeo d'animazione
San Sebastián 2016 - Premio del pubblico miglior film europeo


animazione
colore
DCP
66'



sceneggiatura
Celine Sciamma
personaggi
Zucchina
Camille
Simon 
Raymond
Jujube
Alice
(…)
produzione
Rita Production
Blue Spirit Prod.
Gebeka Films
KNM
distribuzione
Teodora Film
Icaro è un bambino di nove anni soprannominato Zucchina, vive solo con la madre alcolizzata e violenta da quando il padre li ha abbandonati per seguire una “pollastrella”, così dice la mamma tradita. 
Per evitare l’ennesimo pestaggio Zucchina provoca accidentalmente la morte della mamma e questo comporterà il suo trasferimento in una casa-famiglia chiamata “Le Fontane”; qui Zucchina incontrerà un gruppo di bambini abbandonati e con delle storie simili alla sua: figli di genitori drogati o violenti e disadattati.
La nuova vita, comunque, non è facile e Zucchina deve faticare per trovare e difendere i suoi spazi, soprattutto è Simon il bambino che gli rende difficile l'ambientamento ma solo in un primo momento. Poi diventerà un utile alleato per affrontare le difficoltà che la vita di volta in volta presenta.
Raymond, il poliziotto che ha preso in carico il caso di Zucchina, ha mantenuto un rapporto costante col bimbo il quale si giova di questo attaccamento umano, esso è infatti un aiuto psicologico importante almeno fino a quando nell’istituto non arriva la dolce Camille, una bambina rimasta orfana.
Zucchina conoscerà la gioia dell’innamoramento per la nuova arrivata Camille ma anche l’angoscia del possibile abbandono poiché l’orfanella è oggetto dell’interesse di una zia avida che vuole l’affidamento della bimba per ottenere il sussidio. Ci vuole tutto l’ingegno e la solidarietà del gruppo di bambini per superare questo problema.
Poi nel cuore e nella mente di Zucchina, e di Camille, si presenterà un nuovo grande dilemma...


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domenica 11 dicembre 2016

è solo la fine del mondo

Juste la fin du monde - Xavier Dolan - Canada, Francia - 2016

Cannes 69   Concorso
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Cannes 2016 - Gran Premio della Giuria (Xavier Dolan)


drammatico
colore
D-Cinema
(35 mm)
1,85:1
97'



sceneggiatura
Xavier Dolan
interpreti
Gaspard Ulliel… Louis
Nathalie Baye… 
la madre
Léa Seydoux... Suzanne
Vincent Cassel… Antoine
Marion Cotillard… Catherine
(…)
produzione
Sons of Manual
MK2 Production
distribuzione
Lucky Red
Louis, giovane scrittore di successo che da tempo ha lasciato la sua casa di origine per vivere a pieno la propria vita, torna a trovare la sua famiglia per comunicare una notizia importante. Ad accoglierlo il grande amore di sua madre e dei suoi fratelli, ma anche le dinamiche nevrotiche che lo avevano allontanato dodici anni prima. (pressbook)








giovedì 8 dicembre 2016

fai bei sogni

Fai bei sogni - Marco Bellocchio - Italia, Francia - 2016
Cannes  69   (48 Quinzaine des réalisateurs)
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drammatico
colore
D-Cinema
2,35:1
134’



sceneggiatura
Valia Santella
Edoardo Albinati
Marco Bellocchio

interpreti
Valerio Mastandrea… Massimo
Bérénice Bejo…
Elisa
Nicolò Cabras... Massimo bambino
Dario Delpero… Massimo adolescente
Guido Caprino… padre di Massimo
Barbara Ronchi… madre di Massimo
(…)

produzione
IBC Movie
Kavac FilmografiaRai Cinema
AD Vitam

distribuzione
01 Distribution



***   ***   ***   ***
n° arch. (hv)
DVD - 417
Dopo un'infanzia solitaria e un'adolescenza difficile Massimo diventa un giornalista affermato ma continua a convivere con il ricordo lacerante della madre scomparsa, nonché con un senso di mistero intorno alla sua morte. La vicinanza di Elisa lo aiuterà ad affrontare la verità sul suo passato. Solo alla fine scoprirà come sono andate veramente le cose, e troverà il modo di risalire alla luce. (pressbook)








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martedì 15 novembre 2016

neruda

Neruda - Pablo Larraín - Cile, Argentina, Francia, Spagna, USA - 2016
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drammatico
colore
DCP
2,39:1
107'



sceneggiatura
Guillermo Calderón
interpreti
Luis Gnecco… Pablo neruda
Gael García Bernal… Oscar Peluchonneau
Delia del Carril... Mercedes Morán
Alfredo Castro... Gabriel Videla
(…)
produzione
Fabula
AZ Films
Funny Balloons
Setembro Cine
distribuzione
Good Films
È il 1948 e la Guerra Fredda è arrivata anche in Cile. Al congresso, il Senatore Pablo Neruda accusa il governo di tradire il Partito Comunista e rapidamente viene messo sotto accusa dal Presidente Gonzalez Videla. Il Prefetto della Polizia, Oscar Peluchonneau, viene incaricato di arrestare il poeta. Neruda tenta di scappare dal paese assieme alla moglie, la pittrice Delia del Carril, e i due sono costretti a nascondersi. Traendo ispirazione dai drammatici eventi della sua vita di fuggitivo, Neruda scrive la sua epica raccolta di poesie, “Canto General”. Nel frattempo, in Europa, cresce la leggenda del poeta inseguito dal poliziotto, e alcuni artisti capitanati da Pablo Picasso iniziano a invocare la libertà per Neruda. Ciononostante, Neruda vede questa battaglia contro la sua nemesi Peluchonneau come un’opportunità per reinventare se stesso. Gioca con l’ispettore, lasciandogli indizi architettati per rendere più pericoloso e intimo il loro gioco tra ‘gatto e topo’. In questa vicenda del poeta perseguitato e del suo avversario implacabile, Neruda intravede per se stesso dei risvolti eroici: la possibilità, cioè, di diventare un simbolo di libertà, oltre che una leggenda della letteratura.

domenica 13 novembre 2016

io, daniel blake

I, Daniel Blake - Ken Loach - GB, Francia, Belgio - 2016
Cannes 69   Concorso
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Cannes 2016 - "Palma d'oro" (Ken Loach)
Locarno 2016 - "Premio del Pubblico" (Ken Loach)
San Sebastián - "Premio del Pubblico" (Kern Loach)



drammatico
colore
(35 mm) DCP
1,85:1
100’



sceneggiatura
Paul Laverty
interpreti
Dave Johns… Daniel Blake
Hayley Squires… Katie
Dylan McKiernan… Dylan
Briana Shann… Daisy
(…)
produzione
Sixteen Films
Wild Bunch
Les Films du Fleuve
Why Not Production
Le Pacte
distribuzione
Cinema




Il cinquantanovenne Daniel Blake di Newcastle fa il falegname da sempre. Per la prima volta nella sua vita, però, ha bisogno dell'aiuto dello Stato. Daniel conosce Katie, madre single con due bambini piccoli, Daisy e Dylan. Per Katie, l'unica possibilità di sfuggire alla vita in una camera di un ostello londinese per senzatetto è quella di accettare un appartamento in una città che non conosce, a cinquecento chilometri di distanza da Londra. Daniel e Katie si trovano in una terra di nessuno, prigionieri del soffocante sistema burocratico che caratterizza il sistema sociale inglese. A tutto ciò sottende la retorica tipica dell'Inghilterra contemporanea, che vuole la popolazione divisa in chi lavora duro e chi sfrutta i sussidi statali pur di non lavorare.









mercoledì 2 novembre 2016

ragazza senza nome

La fille inconnue - Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne - Belgio, Francia - 2016
Cannes 69   Concorso
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drammatico
colore
DCP
1,85:1
106’












sceneggiatura
Jean-Pierre Dardenne
Luc Dardenne
interpreti
Adèle Haenel… Jenny Davin
Olivier Bonnaud… Julien
Jérémie Renier... padre di Bryan
Louka Minnella… Bryan
Nadège Ouedraogo… cassiera “internet point”
(…)
produzione
Les Films du Fleuve
Archipel 35
distribuzione
BIM distribuzione


Jenny, giovane medico di base, si sente in colpa per non aver aperto la porta del suo piccolo ambulatorio a una ragazza che viene trovata morta poco dopo. Quando scopre che la polizia non ha elementi per identificarla, Jenny ha un solo scopo: scoprire il nome della ragazza senza nome, perché non venga sepolta in forma anonima e non scompaia per sempre come se non fosse mai vissuta.







sabato 27 agosto 2016

un padre, una figlia

Bacalaureat - Cristian Mungiu - Romania, Francia, Belgio - 2016
Cannes 69   Concorso
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Cannes 2016 - Miglior Regia (Cristian Mungiu) Ex-Aequo (Olivier Assayas, PERSONAL SHOPPER) 


Bacalaureat

Romania, Francia, Belgio
drammatico
2016

colore
DCP – 2K scope
2.35:1
128’



regia
Cristian Mungiu
sceneggiatura
Cristian Mungiu
fotografia
Tudor Vladimir Panduru
montaggio
Mircea Olteanu
costumi
Brândușa Ioan
trucco
Nastasia Mateiu
suono
Costantin Fleancu
interpreti
Adrian Titieni… Romeo
Maria Drăguș… Eliza
Lia Bugnar… Magda
Mălina Manovici… Sandra
Vlad Ivanov… ispettore capo
Gelu Colceag… Presidente commisione esame
Rareș Andrici… Marius
Petre Ciubotaru… Vice sindaco Bulai
Alexandra Davidescu… madre Romeo
Emanuel Pârvu… Pubblico Ministero Ivașcu
Lucian Ifrim… Abu Marian
Gigi Ifrim… agente Sandu
Adrian Văncică… Gelu
Orsolya Moldovan… Csilla
Tudor Smoleanu… dottor Pandele
Liliana Mocanu… signora Bulai
David Hodorog… Matei
Costantin Cojocaru… fabbro
Eniko Benczo… signora Mariana
Claudia Susanu… donna delle pulizie
Petronella Grigorescu… madre della ragazza
Robert Emanuel… padre del ragazzo
Mihai Giurițan… guardia del corpo
Andrei Morariu… soldato
Kim Ciobanu… indiziato
Claudiu Dumitru… indiziato
Mihai Coroian… indiziato
Valeriu Andriută… indiziato
produttore
Cristian Mungiu
produttore esecutivo
Tudor Reu
co-produttore
Pascal Caucheteux
Gregoire Sorlat
Vincent Maraval
Jean-Pierre Dardenne
Luc Dardenne
Jean Labadie
produzione
Mobra Films
Why Not Production
co-produzione
Les Films du Fleuve
France 3 Cinéma
distribuzione italiana
Bim Distribuzione

vedi altro
Romeo Aldea, un medico che vive in una città in Transilvania, ha cresciuto la figlia Eliza con l'idea che al compimento del diciottesimo anno di età lascerà la Romania per andare a studiare all'estero e magari creare le basi per vivere lontano dal paese natio.
Il suo progetto sta per giungere a compimento, Eliza ha ottenuto una borsa di studio per frequentare una facoltà di psicologia in Gran Bretagna. Le resta solo da superare l'esame di maturità, una mera formalità per una studentessa modello come lei. Ma il giorno prima degli esami scritti, Eliza subisce un'aggressione che mette a rischio la sua partenza.
Adesso Romeo è costretto a prendere una decisione. Ci sono diversi modi per risolvere il problema, ma nessuno di questi contempla l'applicazione di quei principi che, in quanto padre, ha insegnato a sua figlia.


«Era meglio quando c’era la pena di morte!»
«Sono cose che qui capitano, in Inghilterra sono più civili!»

Borgata di edilizia popolare: quei casermoni tipici, squadrati, grigi, squallidi, qualcuno scava col badile una buca. Un sasso manda in frantumi la finestra di un appartamento simil-borghese, a piano terra, nei sopracitati palazzi. Un tentato stupro ad una giovane studentessa.
Romania dei giorni nostri ma potrebbe essere l’ Italia: il protagonista parla di un mondo migliore, un mondo dove il livello di civiltà è talmente alto che non esiste corruzione, le cose ovviamente funzionano, solo i veri talenti fanno carriera e soprattutto non esistono favoritismi e raccomandati.
Con questi principi, il protagonista, ha educato la figlia e con questi principi crede di aver consumato la sua esistenza ma poi inevitabilmente, raggiunta e superata la mezza età si fanno i conti e si guarda indietro: «Nel Novantuno volevamo spostare le montagne e non abbiamo spostato niente...».
Una famiglia non propriamente felice, una vita extra coniugale non propriamente riuscita, una vita fallita per colpa di un ambiente corrotto e ingiusto, eppure c’è un mondo migliore, è lontano, non sarà perfetto ma esiste e per raggiungerlo si deve lottare e non ci si deve mai arrendere anche a costo di qualche trucco…
Le belle parole del buon educatore, appunto, qualche trucco, una deroga perché “in fondo non si uccide nessuno, è la vita che è così”; perché pagare le tasse se sono troppe? In fondo se fossero di meno le pagherebbero tutti, no?
E ancora: nella vita si scende a compromessi, non è bello e non è giusto ma è così, le falsità non sono necessariamente negative ma possono essere anche innocue, le bugie a fin di bene hanno permesso la civiltà di progredire e raggiungere questi nostri livelli, no?
I pensieri, le idee, le ambizioni si trasformano in modelli di comportamento i quali diventano la normalità, dove i principi morali sottostanno alla generalizzazione e i comportamenti si omologano verso la direzione della convenienza spicciola.
Un film che appartiene a quel genere realista caro all’autore, narratore felice della Romania contemporanea mai scevra della sua Storia. Il racconto non prende mai fiato portando lo spettatore a provare i sentimenti del protagonista e l’angoscia feroce della figlia, schiacciata dalla paura di fallire nei confronti della vita e nel rischio di deludere il proprio genitore.
Cristian Mungiu