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domenica 13 novembre 2016

io, daniel blake

I, Daniel Blake - Ken Loach - GB, Francia, Belgio - 2016
Cannes 69   Concorso
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Cannes 2016 - "Palma d'oro" (Ken Loach)
Locarno 2016 - "Premio del Pubblico" (Ken Loach)
San Sebastián - "Premio del Pubblico" (Kern Loach)



drammatico
colore
(35 mm) DCP
1,85:1
100’



sceneggiatura
Paul Laverty
interpreti
Dave Johns… Daniel Blake
Hayley Squires… Katie
Dylan McKiernan… Dylan
Briana Shann… Daisy
(…)
produzione
Sixteen Films
Wild Bunch
Les Films du Fleuve
Why Not Production
Le Pacte
distribuzione
Cinema




Il cinquantanovenne Daniel Blake di Newcastle fa il falegname da sempre. Per la prima volta nella sua vita, però, ha bisogno dell'aiuto dello Stato. Daniel conosce Katie, madre single con due bambini piccoli, Daisy e Dylan. Per Katie, l'unica possibilità di sfuggire alla vita in una camera di un ostello londinese per senzatetto è quella di accettare un appartamento in una città che non conosce, a cinquecento chilometri di distanza da Londra. Daniel e Katie si trovano in una terra di nessuno, prigionieri del soffocante sistema burocratico che caratterizza il sistema sociale inglese. A tutto ciò sottende la retorica tipica dell'Inghilterra contemporanea, che vuole la popolazione divisa in chi lavora duro e chi sfrutta i sussidi statali pur di non lavorare.









sabato 24 gennaio 2015

jimmy's hall - una storia d'amore e libertà

Jimmy's hall – Ken Loach – GB, Irlanda, Francia – 2014
Il problema nell'Irlanda post indipendenza era per il potere costituitosi quello di mantenersi alla guida morale e civile del paese in accordo stretto con la Chiesa cattolica: unico baluardo ideologico legittimo, in quanto, e soprattutto perché, capace di influenzare nel profondo l'animo irlandese. 
Jimmy, costretto all'esilio in America dopo la Guerra civile, rientra dopo tanti anni nel proprio villaggio d'origine deluso dall'esperienza non proprio esaltante in quell'America devastata dalla miseria per il tracollo finanziario, sembra rassegnato alla vita semplice nella terra natia ma in quegli anni le idee riformatrici e progressiste fluttuavano nell'aria e raggiungono anche le brughiere irlandesi dove la gestione di una sala ricreativa, poco più che una capanna, destabilizza lo status quo. Presto questo luogo viene scambiato come un covo malvagio dove si propongono nuove musiche e ritmi “africani” provenienti da lontano, dove oltre alle nuove danze si insegnano arti e mestieri ma soprattutto dove si legge e si scrive in modo alternativo ai dettami clericali (unici considerati legittimi).   [vedi altro]