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sabato 27 agosto 2016

un padre, una figlia

Bacalaureat - Cristian Mungiu - Romania, Francia, Belgio - 2016
Cannes 69   Concorso
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Cannes 2016 - Miglior Regia (Cristian Mungiu) Ex-Aequo (Olivier Assayas, PERSONAL SHOPPER) 


Bacalaureat

Romania, Francia, Belgio
drammatico
2016

colore
DCP – 2K scope
2.35:1
128’



regia
Cristian Mungiu
sceneggiatura
Cristian Mungiu
fotografia
Tudor Vladimir Panduru
montaggio
Mircea Olteanu
costumi
Brândușa Ioan
trucco
Nastasia Mateiu
suono
Costantin Fleancu
interpreti
Adrian Titieni… Romeo
Maria Drăguș… Eliza
Lia Bugnar… Magda
Mălina Manovici… Sandra
Vlad Ivanov… ispettore capo
Gelu Colceag… Presidente commisione esame
Rareș Andrici… Marius
Petre Ciubotaru… Vice sindaco Bulai
Alexandra Davidescu… madre Romeo
Emanuel Pârvu… Pubblico Ministero Ivacu
Lucian Ifrim… Abu Marian
Gigi Ifrim… agente Sandu
Adrian Văncică… Gelu
Orsolya Moldovan… Csilla
Tudor Smoleanu… dottor Pandele
Liliana Mocanu… signora Bulai
David Hodorog… Matei
Costantin Cojocaru… fabbro
Eniko Benczo… signora Mariana
Claudia Susanu… donna delle pulizie
Petronella Grigorescu… madre della ragazza
Robert Emanuel… padre del ragazzo
Mihai Giurițan… guardia del corpo
Andrei Morariu… soldato
Kim Ciobanu… indiziato
Claudiu Dumitru… indiziato
Mihai Coroian… indiziato
Valeriu Andriută… indiziato
produttore
Cristian Mungiu
produttore esecutivo
Tudor Reu
co-produttore
Pascal Caucheteux
Gregoire Sorlat
Vincent Maraval
Jean-Pierre Dardenne
Luc Dardenne
Jean Labadie
produzione
Mobra Films
Why Not Production
co-produzione
Les Films du Fleuve
France 3 Cinéma
distribuzione italiana
Bim Distribuzione

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Romeo Aldea, un medico che vive in una città in Transilvania, ha cresciuto la figlia Eliza con l'idea che al compimento del diciottesimo anno di età lascerà la Romania per andare a studiare all'estero e magari creare le basi per vivere lontano dal paese natio.
Il suo progetto sta per giungere a compimento, Eliza ha ottenuto una borsa di studio per frequentare una facoltà di psicologia in Gran Bretagna. Le resta solo da superare l'esame di maturità, una mera formalità per una studentessa modello come lei. Ma il giorno prima degli esami scritti, Eliza subisce un'aggressione che mette a rischio la sua partenza.
Adesso Romeo è costretto a prendere una decisione. Ci sono diversi modi per risolvere il problema, ma nessuno di questi contempla l'applicazione di quei principi che, in quanto padre, ha insegnato a sua figlia.


«Era meglio quando c’era la pena di morte!»
«Sono cose che qui capitano, in Inghilterra sono più civili!»

Borgata di edilizia popolare: quei casermoni tipici, squadrati, grigi, squallidi, qualcuno scava col badile una buca. Un sasso manda in frantumi la finestra di un appartamento simil-borghese, a piano terra, nei sopracitati palazzi. Un tentato stupro ad una giovane studentessa.
Romania dei giorni nostri ma potrebbe essere l’ Italia: il protagonista parla di un mondo migliore, un mondo dove il livello di civiltà è talmente alto che non esiste corruzione, le cose ovviamente funzionano, solo i veri talenti fanno carriera e soprattutto non esistono favoritismi e raccomandati.
Con questi principi, il protagonista, ha educato la figlia e con questi principi crede di aver consumato la sua esistenza ma poi inevitabilmente, raggiunta e superata la mezza età si fanno i conti e si guarda indietro: «Nel Novantuno volevamo spostare le montagne e non abbiamo spostato niente...».
Una famiglia non propriamente felice, una vita extra coniugale non propriamente riuscita, una vita fallita per colpa di un ambiente corrotto e ingiusto, eppure c’è un mondo migliore, è lontano, non sarà perfetto ma esiste e per raggiungerlo si deve lottare e non ci si deve mai arrendere anche a costo di qualche trucco…
Le belle parole del buon educatore, appunto, qualche trucco, una deroga perché “in fondo non si uccide nessuno, è la vita che è così”; perché pagare le tasse se sono troppe? In fondo se fossero di meno le pagherebbero tutti, no?
E ancora: nella vita si scende a compromessi, non è bello e non è giusto ma è così, le falsità non sono necessariamente negative ma possono essere anche innocue, le bugie a fin di bene hanno permesso la civiltà di progredire e raggiungere questi nostri livelli, no?
I pensieri, le idee, le ambizioni si trasformano in modelli di comportamento i quali diventano la normalità, dove i principi morali sottostanno alla generalizzazione e i comportamenti si omologano verso la direzione della convenienza spicciola.
Un film che appartiene a quel genere realista caro all’autore, narratore felice della Romania contemporanea mai scevra della sua Storia. Il racconto non prende mai fiato portando lo spettatore a provare i sentimenti del protagonista e l’angoscia feroce della figlia, schiacciata dalla paura di fallire nei confronti della vita e nel rischio di deludere il proprio genitore.
Cristian Mungiu












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