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| Magalì Lopez, Corso Salani - Locarno 2009 |
testata (theda)
sabato 23 marzo 2013
sabato 9 febbraio 2013
starlet
Starlet – Sean Baker – USA – 2012
Quando gli eventi della vita ci rendono cinici nei confronti del prossimo può capitare che una sorpresa inattesa modifichi il nostro atteggiamento.
La “nostre” protagoniste sono vittime di questi tempi: la giovane Jane è il prodotto di una generazione cresciuta senza nessun modello se non quello della vita facile; l’anziana Sadie, delusa di quello che gli ha riservato il destino, è una donna chiusa dentro il proprio passato e impedisce a chiunque di oltrepassare la soglia delle sue emozioni.
Sarà un incredibile equivoco il mezzo che consentirà alle due donne di scoprirsi e scoprire l’importanza di quei sentimenti per cui vale la pena di vivere. >Lula<
Quando gli eventi della vita ci rendono cinici nei confronti del prossimo può capitare che una sorpresa inattesa modifichi il nostro atteggiamento.
La “nostre” protagoniste sono vittime di questi tempi: la giovane Jane è il prodotto di una generazione cresciuta senza nessun modello se non quello della vita facile; l’anziana Sadie, delusa di quello che gli ha riservato il destino, è una donna chiusa dentro il proprio passato e impedisce a chiunque di oltrepassare la soglia delle sue emozioni.
Sarà un incredibile equivoco il mezzo che consentirà alle due donne di scoprirsi e scoprire l’importanza di quei sentimenti per cui vale la pena di vivere. >Lula<
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| Sean Baker - Locarno 2012 |
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| Dree Hemingway |
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domenica 3 febbraio 2013
the leather boys (ragazzi di cuoio)
The leather boys - Sidney J. Furie - GB - 1964
Dot non ci pensa proprio o meglio, ha già bene in mente
quale sarà il suo futuro: matrimonio appena finirà la scuola cosicché non dovrà
pensare a trovare un lavoro. La madre, che è l’unico componente della sua
famiglia, è ben contenta, se non altro perché si libererà una stanza da
affittare, mentre il giovane meccanico è un po’ perplesso, ma nello stesso
tempo sogna un vero letto grande dove potrà finalmente fare sesso senza scrupoli.
Non saranno della stessa idea i genitori di Reggie che si chiedono come faranno
a vivere con i pochi soldi del figlio, la vita da adulti non è facile.
Per la Luna
di miele, i due sposini sceglieranno un centro vacanze di quelli pensati anche
per le tasche del proletariato, lo raggiungeranno ovviamente in sella alla
moto, vestiti con l’immancabile abbigliamento di pelle da motociclista. D’ora
in poi però cominceranno i “guai di coppia” o meglio si inizia ad intravedere
come non tutti gli spigoli della vita in comune sapranno smussarli. Lei vuole
divertirsi in compagnia, ballare, andare sulle giostre, bere e ridere
raccontando le barzellette mentre lui preferirebbe usare il tempo della vacanza
per stare solo con lei a far l’amore. Praticamente i due quasi non si vedono
più e alle rimostranze di Reggie Dot se ne esce con la più sintomatica delle
frasi:
Purtroppo il rapporto tra i due coniugi si sfilaccia sempre
più: lei lamenta di annoiarsi, di essere sempre sola, di non divertirsi; lui
chiede a lei di trovarsi un lavoro per non annoiarsi e perché vorrebbe comprare
una moto più grossa. La ragazza controbatte dichiarando di non essersi sposata
per dover poi lavorare. Alle accuse di “non essere moglie” che il marito
rivolge alla donna lei a sua volta accusa il marito a non essere più uomo, di
non dedicargli più alcun tipo di attenzione anche intima. È rottura definitiva,
Reggie lascia il “tetto coniugale”. Ormai libero dai vincoli imposti dal matrimonio, Reggie si
dedica completamente alla moto e all’amico Pete al quale propone di andare a
vivere insieme nella casa della nonna. Pete si dimostra entusiasta della
proposta, i due uomini si trovano quindi a condividere la stessa stanza e lo
stesso letto, e il loro rapporto appare qualcosa che va oltre la semplice
amicizia: l’uno vive addolorato la vicenda del matrimonio compromesso l’altro
diventa sempre più un punto di riferimento, colui che si rende disponibile ad
affrontare le piccole e grandi questioni della vita, sostituisce quindi il
ruolo che dovrebbe spettare ad una compagna di vita.
Ogni occasione diventa un momento da condividere, Reggie si
lascia trasportare senza porsi il ben che minimo dubbio: in occasione di una
gita con le moto al mare incontrano due ragazze sole e Reggie non lascia
scappare l’occasione di stringere amicizia e porta a buon fine l’approccio ma
Pete vedendo la disponibilità delle ragazze si prodiga per allontanarle.
Giustificando all’amico che tra uomini in fondo si sta meglio. Dot non si vuole rassegnare alla perdita del marito, insieme
alla madre escogita un bieco espediente, alla prima occasione confesserà al
marito di essere incinta e aspettare suo figlio. La circostanza si presenta
quando i due si incontreranno all’Ace cafe, Reggie sempre accompagnato da Pete
vede Dot in compagnia di Brian, la sua nuova fiamma. Evidentemente per Reggie i
sentimenti nei confronti della ragazza sono ancora vividi e vederla con un
altro lo fa ingelosire. I due si parlano e lei lo informa della novità. Per
Reggie la cosa non è possibile, troppo tempo è trascorso dalla loro ultima volta
e accusa Brian di essere il vero padre. Tra i due presunti padri viene fuori
una scazzottata dove risulta vincitore Reggie il quale si rassegna
definitivamente a dimenticare quella donna sempre più inaffidabile. Pete è
sempre in un angolo pronto per sostenerlo emotivamente. Per Dot, che comunque non ha ancora concretizzato il nuovo
rapporto con Brian, anche Reggie ha
un’altra donna e decide di indagare sul suo stato sentimentale. Si presenta
alla casa, della nonna di Reggie, dove egli vive con l’intento di sbrogliare la
matassa, la nonna nega la presenza di un’altra donna ma Dot incredula si
precipita nella stanza e fa una scoperta che la sconcerta: scopre che il marito
non sta convivendo con una donna bensì con quel biondino che gli sta sempre
attorno. Dot sarà una donna per certi versi perfida e sicuramente sleale ma non
è scema, capisce che forse tra i due ragazzi c’è qualcosa di più che una
semplice amicizia. Lo intuisce quando vede che nella specchiera del comò ci
sono alcune fotografie dove sono ritratti i due amici che posano insieme, per
trovare ulteriori conferme si reca a trovare Reggie all’officina in cui lavora.
Nel frattempo nell’officina Reggie e Pete stanno mettendo a
punto le moto per partecipare ad una gara di resistenza, quando arriva Dot nota
che il marito sta coccolando una moto nuova, più grossa e potente della solita.
Indispettita gli fa notare che quella nuova moto è molto costosa e come
risposta Pete gli fa notare che sono cose da uomini e una donna non può capire.
Dot con tempismo perfetto controbatte:
Si fa il giorno della gara: essa consiste nel raggiungere la lontana Edimburgo e ritorno in sella alle moto, una specie di corsa illegale che si svolge sulle strade aperte al traffico, non ci sono professionisti ne numeri di gara ma chi arriva primo, comunque, vince una somma in denaro abbastanza importante. Alla corsa vi partecipano quasi tutti gli avventori dell’Ace cafe, il quale piazzale antistante, funge da punto di partenza ed arrivo della corsa. Tra i partecipanti, oltre a Reggie e Pete, figurano anche Dot come passeggera sulla moto di Brian, il rocker picchiato da Reggie. La corsa mette alla frusta uomini e macchine: la moto di Brian cede, si rompe non può proseguire e con essa neanche Dot può fare ritorno a Londra. Per Reggie è l’occasione giusta di riallacciare i rapporti con la ragazza offrendogli un passaggio che comprometterà ogni speranza di vittoria, questa decisione indispettisce non poco l’amico Pete.
Tra i due giovani sembra sbocciare di nuovo quell’intesa che
sembrava svanita e forse anche la passione. Raggiunto il traguardo però Reggie,
forse anche a malincuore, trascura Dot per andare a festeggiare la fine della
corsa con gli amici. Per la ragazza è un brutto colpo. Questo atteggiamento la
convince per il passo definitivo nelle braccia di Brian concedendosi
definitivamente. Per Reggie invece non ci sono più dubbi, lascerà la stanza
condivisa con Pete e tornerà dalla moglie però una volta raggiunta la vecchia
stanza dove viveva con la donna scopre che nel letto c’è un uomo. Fine dei
giochi, questa volta definitivamente.
Qualche tempo prima, durante una delle tante chiacchierate
tra Pete e Reggie, emerse che Pete era stato un marinaio, aveva viaggiato e
conosceva l’America, un posto fantastico dove la TV trasmetteva ben 13 canali, dove la vita era
migliore e che avrebbe sognato di trasferirsi con amico motociclista. Reggie
non ha mai preso in considerazione questa opportunità ma ora che il mondo gli è
crollato definitivamente addosso, dopo aver rinunciato per questo ad un eventuale
ritorno dalla moglie, dopo aver venduto la moto si convince di lasciare
l’Inghilterra per una qualunque destinazione purché sia lontana con Pete il
quale invece non ha niente e nessuno da lasciare se non il proprio lavoro alla
discarica dei rifiuti nella periferia londinese.
Decidono di partire seduta stante, non aspettare oltre, se
non ci sono navi per l’America sarà il Giappone o la Cina ma l’importante è
andarsene. I due raggiungono il porto, Pete è al settimo cielo e si occupa dei
documenti per l’imbarco, nel frattempo Reggie lo va ad aspettare in un bar di
marinai dove scopre come stanno le cose, finalmente capisce e non ci sono più
dubbi: Pete è omosessuale, innamorato di lui. Non ci sono navi per l’America,
non ci sono navi per altre destinazioni se non la vicina Cardif, non ci sarà
nessun viaggio e vita nuova. Reggie se ne va per la sua strada, Pete capisce e
lascia perdere rassegnato. Fine
La cultura “proletaria” ha delle proprie regole non scritte.
In questo contesto vengono proposte poche alternative, la strada più facile da
percorrere risulta essere quella tracciata dai preconcetti e dalle inconsce
speranze di riscatto sociale, e per questo motivo riuscire ad evolversi sia
socialmente che economicamente appare improbabile. Questa umanità è presumibilmente
vittima di se stessa, qui il progresso e
lo sviluppo sono stati ingannevoli anzi, hanno prodotto solo illusioni che
erette sul materialismo più spicciolo hanno mantenuto quella distanza tra gli
“uni” e gli “altri”. Due linguaggi due prospetti, due binari paralleli che non
trovano un punto di incontro, e probabilmente questa prerogativa ha bisogno di
qualche secolo ancora per essere superata, i tentativi fino ad ora messi in
pratica non hanno prodotto risultati definitivi.
Presa così alla larga può far sembrare il discorso un po’
pretestuoso, visto anche il valore artistico di questo piccolo film, eppure ciò
che più balza agli occhi è proprio lo squallore, allora come oggi, in cui il
ceto popolare britannico sembra confinato. Ma forse è meglio lasciar perdere
tediosi e presuntuosi arzigogoli e cercare di estrapolare il meglio di questo
film che è rappresentato, ancor più che dall’aspetto del cosiddetto genere
queer, dalle motociclette (le straordinarie cafe racer inglesi) e quella
sottocultura che ruotava intorno a loro negli anni Sessanta (bikers e rockers).
Triumph, Norton, BSA, Matchless sono tra i marchi più prestigiosi della vecchia produzione inglese e sono, soprattutto le prime due, le moto che meglio si riesce ad identificare nelle scene del film. Questi anni sono particolarmente fortunati per alcuni marchi sopraccitati, peraltro apprezzati e conosciuti anche in Italia grazie ai molti residuati della guerra nonché per le tante vittorie ottenute dai piloti nelle competizioni sportive. I motori che equipaggiavano questi mezzi si distinguevano rispetto alle altre produzioni per la loro grossa cubatura e per le elevate prestazioni. L’invasione giapponese era ancora là da venire. Poi però, la storia non è stata altrettanto benevola con queste moto che sono praticamente sparite ad esclusione della Triumph la quale ha avuto un buon rilancio e si è rifatta una sua dignitosa fetta di mercato.
The leather boys è un film misconosciuto in Italia se si
esclude qualche passaggio in tv ai tempi di Tele +, mai uscito nelle sale. In alcuni
database di cinema è conosciuto anche col titolo italianizzato Ragazzi di cuoio
o Ragazzi in pelle.
Il film di Sidney Furie (lo stesso regista de Lo spavaldo, un
altro film su soggetto motoristico di qualche anno dopo, ambientato nel mondo
delle corse americane, è stato probabilmente più apprezzato per il bel film di
spionaggio Ipcress) è basato sul romanzo omonimo di Gillian Freeman pubblicato
nel 1961 con lo pseudonimo di George Eliot. Il film rimane ai margini del Free
cinema malgrado utilizzi furbescamente una delle sue icone più importanti quali
Rita Tushingham e abbracci la sottocorrente denominata del Kitchen sink
(soprannome affibbiato dai critici a quei film che trattavano contesti
popolari) per trovare un suo sbocco commerciale. Visto oggi non provoca alcun
sussulto ma all’epoca della sua uscita il film illustrava tematiche moralmente
scabrose come l’unione tra minorenni e l’omosessualità (in quegli anni illegale
in Inghilterra), ciò contravveniva apertamente anche il famigerato Codice Hays cosa
che posticipò l’uscita negli Stati Uniti di alcuni anni, poi paradossalmente
ottenne anche una candidatura nel 1966 ai Golden Globes.
Inghilterra, primi anni Sessanta, all’esterno di una scuola
femminile un gruppo di ragazze attornia un giovane motociclista (Reggie). Dot è
una di loro, sedicenne con il sogno di sposarsi per poter uscire di casa e
vivere liberamente senza i limiti imposti dalla madre o dalla società stessa.
Reggie è un meccanico poco più che adolescente che vive ancora con la famiglia,
ma desidera anch’egli una vita indipendente, il matrimonio può rappresentare
una valida alternativa per sfogare i propri istinti. Questa sarà l’occasione
per donare all’amata il famigerato anello di fidanzamento, viatico per il
matrimonio. Alla vista del prezioso regalo la comitiva di fanciulle si
sprigionerà nel tipico grido di soddisfazione per la compagna, tra queste anche
l’insegnante di Dot che però pronuncia la fatidica frase: «Pensaci bene prima
di sposarti!»
Dot non ci pensa proprio o meglio, ha già bene in mente
quale sarà il suo futuro: matrimonio appena finirà la scuola cosicché non dovrà
pensare a trovare un lavoro. La madre, che è l’unico componente della sua
famiglia, è ben contenta, se non altro perché si libererà una stanza da
affittare, mentre il giovane meccanico è un po’ perplesso, ma nello stesso
tempo sogna un vero letto grande dove potrà finalmente fare sesso senza scrupoli.
Non saranno della stessa idea i genitori di Reggie che si chiedono come faranno
a vivere con i pochi soldi del figlio, la vita da adulti non è facile.
La cerimonia si svolge in chiesa perché per lei è più bello
(benché l’ultima volta che ha varcato quella soglia è stato in occasione del
battesimo), vestito bianco e damigelle, poi però, per risparmiare il corteo
degli invitati utilizza l’autobus di linea per raggiungere i locali del
rinfresco. Quella dell’autobus, per la madre di Dot, è stata una
brillante idea, poiché i soldi risparmiati si potranno spendere per bere di
più.
Per
«Se sposarsi vuol dire non divertirsi, allora mi pento di
averlo fatto»
La vita di coppia, come era stato previsto dagli adulti, non
si presenta facile, lei si è immedesimata completamente nella parte della
mantenuta lasciando in secondo piano i cosiddetti compiti della moglie: alle
faccende domestiche preferisce lo shopping, il parrucchiere e l’ozio. Il
giovane marito non sopporta l’essere trascurato e soprattutto non giustifica
alla moglie la trasandatezza con cui gestisce la stanza in cui vivono. I litigi
si fanno sempre più seri e per Reggie l’unico sfogo rimane l’Ace Cafe, il ritrovo dei motociclisti e bande di rockers londinesi. Qui Reggie incontrerà
Pete, motociclista anch’egli, un giovane per certi versi misterioso dai modi
affabili e con una stravagante intraprendenza. Tra i due nascerà una speciale
sintonia che avrà come principio, ovviamente, una sfida di velocità in moto per
le strade adiacenti all’Ace Cafe. Questo incontro rappresenterà un punto di
svolta nella vita di Reggie e conseguentemente in quella della giovane compagna
Dot.
Alla perdita del nonno Reggie si sente in dovere di aiutare
la nonna, rimasta ormai sola, ad organizzare il funerale e a un eventuale
trasferimento da lei onde evitarle l’ospizio. Dot reagisce male a questa
eventualità mancando anche di rispetto alla memoria del defunto.
Purtroppo il rapporto tra i due coniugi si sfilaccia sempre
più: lei lamenta di annoiarsi, di essere sempre sola, di non divertirsi; lui
chiede a lei di trovarsi un lavoro per non annoiarsi e perché vorrebbe comprare
una moto più grossa. La ragazza controbatte dichiarando di non essersi sposata
per dover poi lavorare. Alle accuse di “non essere moglie” che il marito
rivolge alla donna lei a sua volta accusa il marito a non essere più uomo, di
non dedicargli più alcun tipo di attenzione anche intima. È rottura definitiva,
Reggie lascia il “tetto coniugale”. Ormai libero dai vincoli imposti dal matrimonio, Reggie si
dedica completamente alla moto e all’amico Pete al quale propone di andare a
vivere insieme nella casa della nonna. Pete si dimostra entusiasta della
proposta, i due uomini si trovano quindi a condividere la stessa stanza e lo
stesso letto, e il loro rapporto appare qualcosa che va oltre la semplice
amicizia: l’uno vive addolorato la vicenda del matrimonio compromesso l’altro
diventa sempre più un punto di riferimento, colui che si rende disponibile ad
affrontare le piccole e grandi questioni della vita, sostituisce quindi il
ruolo che dovrebbe spettare ad una compagna di vita.
Ogni occasione diventa un momento da condividere, Reggie si
lascia trasportare senza porsi il ben che minimo dubbio: in occasione di una
gita con le moto al mare incontrano due ragazze sole e Reggie non lascia
scappare l’occasione di stringere amicizia e porta a buon fine l’approccio ma
Pete vedendo la disponibilità delle ragazze si prodiga per allontanarle.
Giustificando all’amico che tra uomini in fondo si sta meglio. Dot non si vuole rassegnare alla perdita del marito, insieme
alla madre escogita un bieco espediente, alla prima occasione confesserà al
marito di essere incinta e aspettare suo figlio. La circostanza si presenta
quando i due si incontreranno all’Ace cafe, Reggie sempre accompagnato da Pete
vede Dot in compagnia di Brian, la sua nuova fiamma. Evidentemente per Reggie i
sentimenti nei confronti della ragazza sono ancora vividi e vederla con un
altro lo fa ingelosire. I due si parlano e lei lo informa della novità. Per
Reggie la cosa non è possibile, troppo tempo è trascorso dalla loro ultima volta
e accusa Brian di essere il vero padre. Tra i due presunti padri viene fuori
una scazzottata dove risulta vincitore Reggie il quale si rassegna
definitivamente a dimenticare quella donna sempre più inaffidabile. Pete è
sempre in un angolo pronto per sostenerlo emotivamente. Per Dot, che comunque non ha ancora concretizzato il nuovo
rapporto con Brian, anche Reggie ha
un’altra donna e decide di indagare sul suo stato sentimentale. Si presenta
alla casa, della nonna di Reggie, dove egli vive con l’intento di sbrogliare la
matassa, la nonna nega la presenza di un’altra donna ma Dot incredula si
precipita nella stanza e fa una scoperta che la sconcerta: scopre che il marito
non sta convivendo con una donna bensì con quel biondino che gli sta sempre
attorno. Dot sarà una donna per certi versi perfida e sicuramente sleale ma non
è scema, capisce che forse tra i due ragazzi c’è qualcosa di più che una
semplice amicizia. Lo intuisce quando vede che nella specchiera del comò ci
sono alcune fotografie dove sono ritratti i due amici che posano insieme, per
trovare ulteriori conferme si reca a trovare Reggie all’officina in cui lavora.
Nel frattempo nell’officina Reggie e Pete stanno mettendo a
punto le moto per partecipare ad una gara di resistenza, quando arriva Dot nota
che il marito sta coccolando una moto nuova, più grossa e potente della solita.
Indispettita gli fa notare che quella nuova moto è molto costosa e come
risposta Pete gli fa notare che sono cose da uomini e una donna non può capire.
Dot con tempismo perfetto controbatte:
«Ma quali uomini, voi sembrate due froci!»
A questa affermazione Pete non fa una piega, mentre per
Reggie qualcosa non torna e forse comincia ad insinuarsi nella mente un dubbio
che non l’aveva ancora sfiorato e a cui, comunque, non da troppo peso.
Si fa il giorno della gara: essa consiste nel raggiungere la lontana Edimburgo e ritorno in sella alle moto, una specie di corsa illegale che si svolge sulle strade aperte al traffico, non ci sono professionisti ne numeri di gara ma chi arriva primo, comunque, vince una somma in denaro abbastanza importante. Alla corsa vi partecipano quasi tutti gli avventori dell’Ace cafe, il quale piazzale antistante, funge da punto di partenza ed arrivo della corsa. Tra i partecipanti, oltre a Reggie e Pete, figurano anche Dot come passeggera sulla moto di Brian, il rocker picchiato da Reggie. La corsa mette alla frusta uomini e macchine: la moto di Brian cede, si rompe non può proseguire e con essa neanche Dot può fare ritorno a Londra. Per Reggie è l’occasione giusta di riallacciare i rapporti con la ragazza offrendogli un passaggio che comprometterà ogni speranza di vittoria, questa decisione indispettisce non poco l’amico Pete.
Tra i due giovani sembra sbocciare di nuovo quell’intesa che
sembrava svanita e forse anche la passione. Raggiunto il traguardo però Reggie,
forse anche a malincuore, trascura Dot per andare a festeggiare la fine della
corsa con gli amici. Per la ragazza è un brutto colpo. Questo atteggiamento la
convince per il passo definitivo nelle braccia di Brian concedendosi
definitivamente. Per Reggie invece non ci sono più dubbi, lascerà la stanza
condivisa con Pete e tornerà dalla moglie però una volta raggiunta la vecchia
stanza dove viveva con la donna scopre che nel letto c’è un uomo. Fine dei
giochi, questa volta definitivamente.
Qualche tempo prima, durante una delle tante chiacchierate
tra Pete e Reggie, emerse che Pete era stato un marinaio, aveva viaggiato e
conosceva l’America, un posto fantastico dove
Decidono di partire seduta stante, non aspettare oltre, se
non ci sono navi per l’America sarà il Giappone o
La cultura “proletaria” ha delle proprie regole non scritte.
In questo contesto vengono proposte poche alternative, la strada più facile da
percorrere risulta essere quella tracciata dai preconcetti e dalle inconsce
speranze di riscatto sociale, e per questo motivo riuscire ad evolversi sia
socialmente che economicamente appare improbabile. Questa umanità è presumibilmente
vittima di se stessa, qui il progresso e
lo sviluppo sono stati ingannevoli anzi, hanno prodotto solo illusioni che
erette sul materialismo più spicciolo hanno mantenuto quella distanza tra gli
“uni” e gli “altri”. Due linguaggi due prospetti, due binari paralleli che non
trovano un punto di incontro, e probabilmente questa prerogativa ha bisogno di
qualche secolo ancora per essere superata, i tentativi fino ad ora messi in
pratica non hanno prodotto risultati definitivi.Triumph, Norton, BSA, Matchless sono tra i marchi più prestigiosi della vecchia produzione inglese e sono, soprattutto le prime due, le moto che meglio si riesce ad identificare nelle scene del film. Questi anni sono particolarmente fortunati per alcuni marchi sopraccitati, peraltro apprezzati e conosciuti anche in Italia grazie ai molti residuati della guerra nonché per le tante vittorie ottenute dai piloti nelle competizioni sportive. I motori che equipaggiavano questi mezzi si distinguevano rispetto alle altre produzioni per la loro grossa cubatura e per le elevate prestazioni. L’invasione giapponese era ancora là da venire. Poi però, la storia non è stata altrettanto benevola con queste moto che sono praticamente sparite ad esclusione della Triumph la quale ha avuto un buon rilancio e si è rifatta una sua dignitosa fetta di mercato.
giovedì 31 gennaio 2013
la quinta stagione
La cinquième saison - Peter Brosens, Jessica Woodworth - Belgio, Olanda, Francia - 2012
Il tempo scorre come sempre: la notte segue il giorno, l’estate segue l’inverno.Niente di strano se non che,improvvisamente, la terra non nutre più l’uomo, le piante non germogliano più, non c’è più foraggio per le bestie le quali non producono più latte.
La primavera non esiste più. Forse è un’anomalia del momento, ma non è così.
Lo sconvolgimento climatico provocato dall’uomo ha interrotto il ciclo naturale delle cose.
Si dovrà fare fronte ad una carestia inevitabile ed utilizzare le riserve accatastate negli anni.
La fame incattivisce l’uomo, lo inaridisce allo stesso modo della Terra nel futuro.
La vittima dei soprusi, quando si ribella, desidera solo vendicarsi e riprendersi quella libertà d’azione negatagli. Questo può succedere al nostro pianeta quando meno ce lo aspettiamo.
Si riprenderà la sua stagione, la quinta. >Lula<
Il tempo scorre come sempre: la notte segue il giorno, l’estate segue l’inverno.Niente di strano se non che,improvvisamente, la terra non nutre più l’uomo, le piante non germogliano più, non c’è più foraggio per le bestie le quali non producono più latte.
La primavera non esiste più. Forse è un’anomalia del momento, ma non è così.
Lo sconvolgimento climatico provocato dall’uomo ha interrotto il ciclo naturale delle cose.
Si dovrà fare fronte ad una carestia inevitabile ed utilizzare le riserve accatastate negli anni.
La fame incattivisce l’uomo, lo inaridisce allo stesso modo della Terra nel futuro.
La vittima dei soprusi, quando si ribella, desidera solo vendicarsi e riprendersi quella libertà d’azione negatagli. Questo può succedere al nostro pianeta quando meno ce lo aspettiamo.
Si riprenderà la sua stagione, la quinta. >Lula<
sabato 26 gennaio 2013
emidio greco
In occasione della proiezione del film "Notizie degli scavi", Emidio
Greco incontra il pubblico all'esterno del cinema Tiberio di Rimini nel giugno del 2011. In
questo video, girato con mezzi di fortuna, Greco disquisisce sull'attore Giuseppe Battiston e sul cinema italiano.
L'amore dura tre anni
L'amour dure trois ans - Frédéric Beigbeder – Francia - 2011
L’amore dura tre anni o come dice Shakespeare: “l’amore dura per sempre”?
L’evoluzione dell’amore nella coppia ha diverse fasi: la passione, la routine, l’indifferenza, il tradimento e la rottura; e in media tutto ciò dura tre anni.
Questo succederà a Marc che deluso dal fallimento della sua relazione (durata tre anni) scriverà un romanzo misogino che diventerà un best seller, ma quando incontrerà Alice tutto cambierà e la matematica non conterà più.
Nell’amore come nella vita nulla è calcolabile, gli eventi hanno un corso imprevedibile e a volte vale la pena rischiare. >Lula<
L’amore dura tre anni o come dice Shakespeare: “l’amore dura per sempre”?
L’evoluzione dell’amore nella coppia ha diverse fasi: la passione, la routine, l’indifferenza, il tradimento e la rottura; e in media tutto ciò dura tre anni.
Questo succederà a Marc che deluso dal fallimento della sua relazione (durata tre anni) scriverà un romanzo misogino che diventerà un best seller, ma quando incontrerà Alice tutto cambierà e la matematica non conterà più.
Nell’amore come nella vita nulla è calcolabile, gli eventi hanno un corso imprevedibile e a volte vale la pena rischiare. >Lula<
venerdì 4 gennaio 2013
No quiero dormir sola
No quiero dormir sola - Natalia Beristain - Messico - 2012
Il caos regna sovrano nella casa della vecchia diva, bottiglie scolate, piatti sporchi nel lavabo e tante foto dei tempi andati. La nipote, incapace di curare anche se stessa, si vedrà costretta a prendersi cura della nonna. Ma chi si prende cura di chi veramente? >Lula<
Solitudini a confronto in un immaginario passaggio di testimone. Prima o poi ci si deve confrontare con la realtà, quell’oggettività costruita sui fatti ma anche su ricordi e rimpianti, sentimenti che possono essere duri da gestire. Gli occhi aperti sulla realtà spengono le luci sui sogni, quella specie di delirio ipnotizzante che sa produrre la speranza. Un paradosso che al suo culmine si biforca, da una parte la strada è chiusa dall’altra si riproduce il miraggio.
martedì 1 gennaio 2013
Héritage (Inheritance)
Héritage (Inheritance) - Hiam Abbass - Francia, Israele, Turchia - 2012
Nel nord di Israele è in corso un conflitto armato,
una guerra come tante altre: è la normalità, non
rappresenta il soggetto del film ma una descrizione quasi banale della quotidianità. Il frastuono degli aerei e il boato delle esplosioni costituiscono una specie di sinistro sottofondo sonoro ma anche un termine di paragone con un’altra guerra, questa non armata, all’interno della società araba stessa che vive in queste zone, ritratta attorno alla famiglia palestinese sulla quale si sviluppa la trama del film. Ogni suo componente saprà innescare un personale detonatore; ma attenzione, succede in tutte le comunità di persone sia piccole che grandi e di ogni cultura però in questo caso è influenzata da particolari condizioni di vita: stiamo parlando di una collettività che si sente esclusa dal paese che non è più il proprio. L’identità minacciata comporta una certa intransigenza perfino deleteria rivolta verso il mantenimento di tradizioni arcaiche, disconnesse e incoerenti rispetto al presente. In questo contesto le donne rappresentano la parte più minacciata e maltrattata, vedi: la figlia maggiore relegata all’accudimento dei fratelli e della famiglia a scapito della propria crescita; o la donna accusata ingiustamente di sterilità adducendo motivi interreligiosi e di genere; la ragazza maltrattata e accusata di aver provocato l’infarto al proprio genitore perché il suo comportamento è disfunzionale ai costumi conservatori, essendosi innamorata di uno straniero.
L’eredità del titolo non rappresenta solo l’eventuale spartizione dei beni del patriarca moribondo quanto una metaforica trasmissione di valori alle giovani generazioni, vittime di un mondo insensato piantato sulle bombe, le bugie, la disuguaglianza, il razzismo. Semplice analisi di un’umanità, così traducibile e valida per tutti.
una guerra come tante altre: è la normalità, non
rappresenta il soggetto del film ma una descrizione quasi banale della quotidianità. Il frastuono degli aerei e il boato delle esplosioni costituiscono una specie di sinistro sottofondo sonoro ma anche un termine di paragone con un’altra guerra, questa non armata, all’interno della società araba stessa che vive in queste zone, ritratta attorno alla famiglia palestinese sulla quale si sviluppa la trama del film. Ogni suo componente saprà innescare un personale detonatore; ma attenzione, succede in tutte le comunità di persone sia piccole che grandi e di ogni cultura però in questo caso è influenzata da particolari condizioni di vita: stiamo parlando di una collettività che si sente esclusa dal paese che non è più il proprio. L’identità minacciata comporta una certa intransigenza perfino deleteria rivolta verso il mantenimento di tradizioni arcaiche, disconnesse e incoerenti rispetto al presente. In questo contesto le donne rappresentano la parte più minacciata e maltrattata, vedi: la figlia maggiore relegata all’accudimento dei fratelli e della famiglia a scapito della propria crescita; o la donna accusata ingiustamente di sterilità adducendo motivi interreligiosi e di genere; la ragazza maltrattata e accusata di aver provocato l’infarto al proprio genitore perché il suo comportamento è disfunzionale ai costumi conservatori, essendosi innamorata di uno straniero.
L’eredità del titolo non rappresenta solo l’eventuale spartizione dei beni del patriarca moribondo quanto una metaforica trasmissione di valori alle giovani generazioni, vittime di un mondo insensato piantato sulle bombe, le bugie, la disuguaglianza, il razzismo. Semplice analisi di un’umanità, così traducibile e valida per tutti.
| Hiam Abbas - Venezia 2012 |
domenica 23 dicembre 2012
les mouvements du bassin
Les mouvements du bassin - HPG - Francia - 2012
Le ossessioni sono alla base delle frustrazioni umane.
Una donna cerca maniacalmente la sua maternità, un’altra cerca una donna da amare, un guardiano di zoo è ossessionato dalla propria forma fisica, un addetto alla sicurezza di un’azienda - anch’esso dominato dalla propria virilità - regola il bilancio familiare permettendo alla propria donna (un transessuale che ama perdutamente) di prostituirsi.
Tutti quanti verranno risucchiati in un vortice di eventi paradossali, che per quanto appaiano lontani tra loro, in realtà li unirà. >Lula<
Le ossessioni sono alla base delle frustrazioni umane.
Una donna cerca maniacalmente la sua maternità, un’altra cerca una donna da amare, un guardiano di zoo è ossessionato dalla propria forma fisica, un addetto alla sicurezza di un’azienda - anch’esso dominato dalla propria virilità - regola il bilancio familiare permettendo alla propria donna (un transessuale che ama perdutamente) di prostituirsi.
Tutti quanti verranno risucchiati in un vortice di eventi paradossali, che per quanto appaiano lontani tra loro, in realtà li unirà. >Lula<
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| Eric Cantona, Joanna Preiss, HPG, Rachida Brakni - Locarno 2012 |
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| Rachida Brakni, HPG |
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| Eric Cantona, HPG |
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| Joanna Preiss, HPG |
giovedì 20 dicembre 2012
pietà
Pieta - Ki duk Kim - Corea del sud - 2012
Non c'è spazio per l'amore, non c'è spazio per la sensibilità, non c'è spazio per la solidarietà. C'è spazio solo per la miseria, per la povertà, per la morte e per la vendetta. Questo ultimo sentimento porterà una madre a mettersi in gioco per sconfiggere il dolore. Odio contro odio crea pietà. >Lula<
Non c'è spazio per l'amore, non c'è spazio per la sensibilità, non c'è spazio per la solidarietà. C'è spazio solo per la miseria, per la povertà, per la morte e per la vendetta. Questo ultimo sentimento porterà una madre a mettersi in gioco per sconfiggere il dolore. Odio contro odio crea pietà. >Lula<
| Kim Ki-duc - Venezia 2012 |
la fille de nulle part
La fille de nulle part - Jean Claude Brisseau - Francia - 2012
Un vecchio intellettuale, divenuto misantropo dopo la scomparsa della propria moglie, si fa sconvolgere lo stile di vita dalla comparsa di una giovane, alquanto, misteriosa. Sarà motivo per una rinascita di vecchi ideali e la comparsa di vecchi fantasmi. Quest'incontro sarà rivelante per ambe due i protagonisti, ognuno di loro troverà nell'altro lo scopo della propria esistenza. >Lula<
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| jean claude brisseau - locarno 2012 |
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| claude morel, virginie legeay, jean claude brisseau - locarno 2012 |
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| claude morel, virginie legeay, jean claude brisseau - locarno 2012 |
cave of forgotten dreams
Cave of forgotten dreams - Werner Herzog - Canada, USA, Francia, Germania, GB - 2010
Un maestro dell'immagine contemporaneo prestato ad un artista dell'immagine del passato. Un'opera nell'opera. Herzog con questo documentario ha dato la possibilità a chiunque di partecipare ad una scoperta unica ma senza contaminarla. >Lula<
Un maestro dell'immagine contemporaneo prestato ad un artista dell'immagine del passato. Un'opera nell'opera. Herzog con questo documentario ha dato la possibilità a chiunque di partecipare ad una scoperta unica ma senza contaminarla. >Lula<
sabato 29 settembre 2012
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