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sabato 1 giugno 2013
sabato 23 marzo 2013
giovedì 31 gennaio 2013
la quinta stagione
La cinquième saison - Peter Brosens, Jessica Woodworth - Belgio, Olanda, Francia - 2012
Il tempo scorre come sempre: la notte segue il giorno, l’estate segue l’inverno.Niente di strano se non che,improvvisamente, la terra non nutre più l’uomo, le piante non germogliano più, non c’è più foraggio per le bestie le quali non producono più latte.
La primavera non esiste più. Forse è un’anomalia del momento, ma non è così.
Lo sconvolgimento climatico provocato dall’uomo ha interrotto il ciclo naturale delle cose.
Si dovrà fare fronte ad una carestia inevitabile ed utilizzare le riserve accatastate negli anni.
La fame incattivisce l’uomo, lo inaridisce allo stesso modo della Terra nel futuro.
La vittima dei soprusi, quando si ribella, desidera solo vendicarsi e riprendersi quella libertà d’azione negatagli. Questo può succedere al nostro pianeta quando meno ce lo aspettiamo.
Si riprenderà la sua stagione, la quinta. >Lula<
Il tempo scorre come sempre: la notte segue il giorno, l’estate segue l’inverno.Niente di strano se non che,improvvisamente, la terra non nutre più l’uomo, le piante non germogliano più, non c’è più foraggio per le bestie le quali non producono più latte.
La primavera non esiste più. Forse è un’anomalia del momento, ma non è così.
Lo sconvolgimento climatico provocato dall’uomo ha interrotto il ciclo naturale delle cose.
Si dovrà fare fronte ad una carestia inevitabile ed utilizzare le riserve accatastate negli anni.
La fame incattivisce l’uomo, lo inaridisce allo stesso modo della Terra nel futuro.
La vittima dei soprusi, quando si ribella, desidera solo vendicarsi e riprendersi quella libertà d’azione negatagli. Questo può succedere al nostro pianeta quando meno ce lo aspettiamo.
Si riprenderà la sua stagione, la quinta. >Lula<
venerdì 4 gennaio 2013
No quiero dormir sola
No quiero dormir sola - Natalia Beristain - Messico - 2012
Il caos regna sovrano nella casa della vecchia diva, bottiglie scolate, piatti sporchi nel lavabo e tante foto dei tempi andati. La nipote, incapace di curare anche se stessa, si vedrà costretta a prendersi cura della nonna. Ma chi si prende cura di chi veramente? >Lula<
Solitudini a confronto in un immaginario passaggio di testimone. Prima o poi ci si deve confrontare con la realtà, quell’oggettività costruita sui fatti ma anche su ricordi e rimpianti, sentimenti che possono essere duri da gestire. Gli occhi aperti sulla realtà spengono le luci sui sogni, quella specie di delirio ipnotizzante che sa produrre la speranza. Un paradosso che al suo culmine si biforca, da una parte la strada è chiusa dall’altra si riproduce il miraggio.
martedì 1 gennaio 2013
Héritage (Inheritance)
Héritage (Inheritance) - Hiam Abbass - Francia, Israele, Turchia - 2012
Nel nord di Israele è in corso un conflitto armato,
una guerra come tante altre: è la normalità, non
rappresenta il soggetto del film ma una descrizione quasi banale della quotidianità. Il frastuono degli aerei e il boato delle esplosioni costituiscono una specie di sinistro sottofondo sonoro ma anche un termine di paragone con un’altra guerra, questa non armata, all’interno della società araba stessa che vive in queste zone, ritratta attorno alla famiglia palestinese sulla quale si sviluppa la trama del film. Ogni suo componente saprà innescare un personale detonatore; ma attenzione, succede in tutte le comunità di persone sia piccole che grandi e di ogni cultura però in questo caso è influenzata da particolari condizioni di vita: stiamo parlando di una collettività che si sente esclusa dal paese che non è più il proprio. L’identità minacciata comporta una certa intransigenza perfino deleteria rivolta verso il mantenimento di tradizioni arcaiche, disconnesse e incoerenti rispetto al presente. In questo contesto le donne rappresentano la parte più minacciata e maltrattata, vedi: la figlia maggiore relegata all’accudimento dei fratelli e della famiglia a scapito della propria crescita; o la donna accusata ingiustamente di sterilità adducendo motivi interreligiosi e di genere; la ragazza maltrattata e accusata di aver provocato l’infarto al proprio genitore perché il suo comportamento è disfunzionale ai costumi conservatori, essendosi innamorata di uno straniero.
L’eredità del titolo non rappresenta solo l’eventuale spartizione dei beni del patriarca moribondo quanto una metaforica trasmissione di valori alle giovani generazioni, vittime di un mondo insensato piantato sulle bombe, le bugie, la disuguaglianza, il razzismo. Semplice analisi di un’umanità, così traducibile e valida per tutti.
una guerra come tante altre: è la normalità, non
rappresenta il soggetto del film ma una descrizione quasi banale della quotidianità. Il frastuono degli aerei e il boato delle esplosioni costituiscono una specie di sinistro sottofondo sonoro ma anche un termine di paragone con un’altra guerra, questa non armata, all’interno della società araba stessa che vive in queste zone, ritratta attorno alla famiglia palestinese sulla quale si sviluppa la trama del film. Ogni suo componente saprà innescare un personale detonatore; ma attenzione, succede in tutte le comunità di persone sia piccole che grandi e di ogni cultura però in questo caso è influenzata da particolari condizioni di vita: stiamo parlando di una collettività che si sente esclusa dal paese che non è più il proprio. L’identità minacciata comporta una certa intransigenza perfino deleteria rivolta verso il mantenimento di tradizioni arcaiche, disconnesse e incoerenti rispetto al presente. In questo contesto le donne rappresentano la parte più minacciata e maltrattata, vedi: la figlia maggiore relegata all’accudimento dei fratelli e della famiglia a scapito della propria crescita; o la donna accusata ingiustamente di sterilità adducendo motivi interreligiosi e di genere; la ragazza maltrattata e accusata di aver provocato l’infarto al proprio genitore perché il suo comportamento è disfunzionale ai costumi conservatori, essendosi innamorata di uno straniero.
L’eredità del titolo non rappresenta solo l’eventuale spartizione dei beni del patriarca moribondo quanto una metaforica trasmissione di valori alle giovani generazioni, vittime di un mondo insensato piantato sulle bombe, le bugie, la disuguaglianza, il razzismo. Semplice analisi di un’umanità, così traducibile e valida per tutti.
| Hiam Abbas - Venezia 2012 |
giovedì 20 dicembre 2012
pietà
Pieta - Ki duk Kim - Corea del sud - 2012
Non c'è spazio per l'amore, non c'è spazio per la sensibilità, non c'è spazio per la solidarietà. C'è spazio solo per la miseria, per la povertà, per la morte e per la vendetta. Questo ultimo sentimento porterà una madre a mettersi in gioco per sconfiggere il dolore. Odio contro odio crea pietà. >Lula<
Non c'è spazio per l'amore, non c'è spazio per la sensibilità, non c'è spazio per la solidarietà. C'è spazio solo per la miseria, per la povertà, per la morte e per la vendetta. Questo ultimo sentimento porterà una madre a mettersi in gioco per sconfiggere il dolore. Odio contro odio crea pietà. >Lula<
| Kim Ki-duc - Venezia 2012 |
sabato 29 settembre 2012
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