testata (theda)

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sabato 5 marzo 2016

il caso spotlight

Spotlight - Thomas McCarthy - USA - 2015
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Brian Award - Tom McCarthy   Venezia 2015
BAFTA - Miglior sceneggiatura originale (Tom McCarthy, Josh Singer), 2016
Indipendent Spirit - Miglior produzione, 2016
Indipendent Spirit - Miglior sceneggiatura (Tom McCarthy, Josh Singer), 2016
Indipendent Spirit - Miglior regia (Tom McCarthy), 2016
Indipendent Spirit - Miglior montaggio (Tom McArdle), 2016
Indipendent Spirit (Robert Altman Award) - al cast, 2016
Oscar - Miglior film, 2016
Oscar - Miglior sceneggiatura originale, 2016




Spotlight

USA
drammatico
2015

colore
DCP
128'



regia
Thomas McCarthy
sceneggiatura
Thomas McCharty
Josh Singer
fotografia
Masanobu Takayanagi
montaggio
Tom McArdle
scenografia
Stephen H. Carter
musica
Howard Shore
costumi
Wendy Chuck
interpreti
Mark Ruffalo... Mike Rezendes
Michael Keaton... Walter “Robby” Robinson
Rachel McAdams... Sacha Pfeiffer
Liev Schreiber... Marty Baron
John Slattery... Ben Bradlee jr.
Brian D'Arcy James... Matt Carroll
Stanley Tucci... Mitchell Garabedian
Jamey Sheridan... Jim Sullivan
Billy Crudup... Eric MacLeish
(…)
produttore
Tom McCarthy
Michael Sugar
Steve Golin
Kate Churchill (co-produttore)
Youtchi Von Lintel (co-produttore)
Jeff Skoll (esecutivo)
Jonathan King (esecutivo)
Pierre Omidyar (esecutivo)
Xavier Marchand (esecutivo)
Bard Dorros (esecutivo)
Michael Bederman (esecutivo)
Tom Ortenberg (esecutivo)
Peter Lawson (esecutivo)
produzione
Nicole Rocklin (Partecipant Media)
Anonymous Content
Blye Pagon Faust
distribuzione internazionale
eOne Features
distribuzione italiana
BIM Distribuzione
data uscita (italia)
18 febbraio 2016

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La storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe denominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer.
Quando il neodirettore Marty Baron arriva da Miami per dirigere il Globe nell’estate del 2001, per prima cosa incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni. Consapevoli dei rischi cui vanno incontro mettendosi contro un’istituzione come la Chiesa Cattolica a Boston, il caporedattore del team Spotlight, Walter “Robby” Robinson, i cronisti Sacha Pfeiffer e Michael Rezendes e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll cominciano a indagare sul caso.
Via via che i giornalisti del team di Robinson parlano con l’avvocato delle vittime, Mitchell Garabedian, intervistano adulti molestati da piccoli e cercano di accedere agli atti giudiziari secretati, emerge con sempre maggiore evidenza che l’insabbiamento dei casi di abuso è sistematico e che il fenomeno è molto più grave ed esteso di quanto si potesse immaginare. Nonostante la strenua resistenza degli alti funzionari ecclesiastici, tra cui l’arcivescovo di Boston, Cardinale Law, nel 2002 il Globe pubblica le sue rivelazioni in un dossier che farà scalpore aprendo la strada ad analoghe rivelazioni in oltre 200 diverse città del mondo.

Un film fuori tempo massimo?
Il film ha una caratteristica peculiare, ovvero risulta essere già un classico. Siamo già dalle parti del cinema in costume, dove una quindicina di anni sembrano un secolo, se non per l'argomento preso in esame per il media raccontato, la carta stampata e quel giornalismo d'inchiesta che ha reso mitici alcuni giornalisti, soprattutto americani (Watergate), e alcune vicende storiche. Questo cinema realizzato in modo convenzionale, preciso e cerimonioso non si può criticare perché è vero che non inventa un linguaggio nuovo dal punto di vista formale e filmico ma è un prodotto assolutamente compiuto e per questo inattaccabile. Ben venga quindi l'Oscar che è premio dall'orientamento mirato alla capacità e qualità tecnica ma estraneo al linguaggio artistico. Fino a qui siamo in regola, ora il problema può essere il soggetto per la sua estrema spinosità. Quindi il film si sviluppa su due livelli ben distinti e separati: il giornalismo e la nostalgia per esso per come non si può più produrre per via della trasformazione radicale dell'informazione; il soggetto ispirato agli scandali realmente avvenuti di pedofilia nella Chiesa cattolica di Boston e nel mondo. Se il primo livello di “comprensione” è stato decifrato, il secondo risulta essere materia intrigante ma anche sconvolgente. Se la pedofilia è un guasto del carattere umano, in certi contesti diventa, a volte, regola se non metodo, come nel caso della curia diocesana di Boston, soggetto specifico raccontato dal film di McCarthy. Credo che dal punto di vista giudiziario le cose siano state più o meno sistemate (stiamo comunque parlando degli Stati Uniti) mentre dal punto di vista etico e spirituale il problema non si pone e non si è posto, nella realtà quotidiana via via che il tempo passa un buon adepto fedele risulta naturalmente attrezzato per dimenticare, negare ed autoassolversi. Duemila anni di storia, in fondo, ne ha vista di giustizia e di infamia.