testata (theda)
domenica 7 giugno 2015
giovedì 4 giugno 2015
sabato 16 maggio 2015
sabato 9 maggio 2015
venerdì 1 maggio 2015
visita ou memórias e confissões
Il film segreto di de Oliveira proiettato solo dopo la sua morte sarà presentato a Cannes all'interno della sezione Cannes classic.
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giovedì 2 aprile 2015
manoel de oliveira
Aveva 106 anni Manoel de Oliveira, eppure sembrava impossibile che potesse morire. Adesso che è accaduto, che è morto, che è "vero" si fa fatica a crederlo.
(Cristina Piccino, il Manifesto, 3 aprile 2015)
domenica 22 marzo 2015
vizio di forma
Inherent Vice - Paul Thomas Anderson - USA - 2014
L’ex compagna del detective Doc Sportello si rifà viva all’improvviso con una storia sul suo attuale fidanzato miliardario, del quale, si da il caso, sia innamorata. Le trame della sua ex moglie e del suo ragazzo per rapire il miliardario, portano il detective sull’orlo della pazzia... |vedi altro|
L’ex compagna del detective Doc Sportello si rifà viva all’improvviso con una storia sul suo attuale fidanzato miliardario, del quale, si da il caso, sia innamorata. Le trame della sua ex moglie e del suo ragazzo per rapire il miliardario, portano il detective sull’orlo della pazzia... |vedi altro|
sabato 21 marzo 2015
foxcatcher - una storia americana
Foxcatcher – Bennett Miller – USA – 2014
Ispirato a fatti realmente accaduti: fosca e affascinante storia dell'improbabile e sostanzialmente tragico rapporto tra un eccentrico miliardario e due campioni di lotta libera. [vedi altro]
VIDEOTECA
Ispirato a fatti realmente accaduti: fosca e affascinante storia dell'improbabile e sostanzialmente tragico rapporto tra un eccentrico miliardario e due campioni di lotta libera. [vedi altro]
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case [B] /153
sabato 28 febbraio 2015
oscar 2015
Oscar 2015 e il mistero della “divisa” sgualcita, ovvero cosa sta succedendo in quelle lontane terre, al centro dell'Impero, dove niente succede per caso?
I premi di quest'anno sembravano facilmente pronosticabili. Analizzando i titoli arrivati allo scontro finale con quell'occhio sufficientemente prevenuto di un osservatore, ai margini dello stesso Impero, si trovavano delle vere e proprie corazzate inattaccabili.
Previsione, ovvero trionfo dei film, a mio avviso più validi sul piano tecnico/emozionale malgrado qualche piccolo difettuccio fisiologico come quello di avere certi contenuti discutibili: primo, ovviamente Sniper (prodotto perfetto ma che ha lasciato qualche dubbio sulla sua onestà, dubbio generato probabilmente dai commenti dei soliti radicali di sinistra, ma anche di destra!); secondo, a mio parere, la storia di Alan Turing, brutto film ma sufficientemente retorico per poter ottenere riconoscimenti, anche se in effetti è comunque sempre la storia di un omosessuale e forse questo lo penalizza perché al centro dell'Impero le vedute si sono allargate – dicono, però chissà mai.
Altri titoli interessanti sarebbero stati, pensavo, Boyhood, Birdman e il Budapest hotel ma con un limite evidentissimo ovvero iniziavano tutti con la lettera B (più o meno), elemento principe del perdente cioè è la lettera che rappresenta il primo degli ultimi, il secondo. Mentre la lettera principale, la prima è la lettera A come l'iniziale, guarda caso, del titolo American ecc.
Ebbene il verdetto è sotto gli occhi di tutti, American sniper non solo non ha vinto praticamente un bel niente ma addirittura è stato ridicolizzato con il più insulso dei riconoscimenti e a questo punto mi indigno: perché hanno preferito un film neanche troppo facile piuttosto che un film talmente ben fatto, facile da capire e seguire, serrato e dove i buoni sentimenti si scontrano con i cattivi sentimenti?
Queste uscite di ingegno non fanno affatto bene all'immaginario collettivo esse creano solo confusione e spiazzano gli spettatori meno avvezzi. Abituati come siamo a messaggi facili e televisivi dove il bene sta da una parte e il male da un'altra, come possiamo poi accettare certi concetti o certe prese di posizione?
Ma quanto era meglio quando ogni soldatino indossava la propria divisa che rappresentava il proprio paese, il proprio pensiero, i propri difetti, le proprie aspirazioni dove ogni cosa era facile da incasellare? E soprattutto, dove è finito quel tempo quando a vincere un Oscar il più delle volte non era il migliore ma il più adatto?
I premi di quest'anno sembravano facilmente pronosticabili. Analizzando i titoli arrivati allo scontro finale con quell'occhio sufficientemente prevenuto di un osservatore, ai margini dello stesso Impero, si trovavano delle vere e proprie corazzate inattaccabili.
Previsione, ovvero trionfo dei film, a mio avviso più validi sul piano tecnico/emozionale malgrado qualche piccolo difettuccio fisiologico come quello di avere certi contenuti discutibili: primo, ovviamente Sniper (prodotto perfetto ma che ha lasciato qualche dubbio sulla sua onestà, dubbio generato probabilmente dai commenti dei soliti radicali di sinistra, ma anche di destra!); secondo, a mio parere, la storia di Alan Turing, brutto film ma sufficientemente retorico per poter ottenere riconoscimenti, anche se in effetti è comunque sempre la storia di un omosessuale e forse questo lo penalizza perché al centro dell'Impero le vedute si sono allargate – dicono, però chissà mai.
Altri titoli interessanti sarebbero stati, pensavo, Boyhood, Birdman e il Budapest hotel ma con un limite evidentissimo ovvero iniziavano tutti con la lettera B (più o meno), elemento principe del perdente cioè è la lettera che rappresenta il primo degli ultimi, il secondo. Mentre la lettera principale, la prima è la lettera A come l'iniziale, guarda caso, del titolo American ecc.
Ebbene il verdetto è sotto gli occhi di tutti, American sniper non solo non ha vinto praticamente un bel niente ma addirittura è stato ridicolizzato con il più insulso dei riconoscimenti e a questo punto mi indigno: perché hanno preferito un film neanche troppo facile piuttosto che un film talmente ben fatto, facile da capire e seguire, serrato e dove i buoni sentimenti si scontrano con i cattivi sentimenti?
Queste uscite di ingegno non fanno affatto bene all'immaginario collettivo esse creano solo confusione e spiazzano gli spettatori meno avvezzi. Abituati come siamo a messaggi facili e televisivi dove il bene sta da una parte e il male da un'altra, come possiamo poi accettare certi concetti o certe prese di posizione?
Ma quanto era meglio quando ogni soldatino indossava la propria divisa che rappresentava il proprio paese, il proprio pensiero, i propri difetti, le proprie aspirazioni dove ogni cosa era facile da incasellare? E soprattutto, dove è finito quel tempo quando a vincere un Oscar il più delle volte non era il migliore ma il più adatto?
mercoledì 11 febbraio 2015
knight of cups
Knight of cups – Terrence Malick – USA – 2015
Berlino 65 Concorso
A tutti i detrattori: fatevene una ragione.
Berlino 65 Concorso
A tutti i detrattori: fatevene una ragione.
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